MANIFESTO DEL FUTURO CHE SI RIBELLA

il manifesto è organizzato in tre sezioni: la prima parte il manifesto per la scuola pubblica prodotto dall’unione degli studenti Milano, la seconda è il manifesto per l’università pubblica prodotto da Studenti Indipendenti LINK Milano infine la terza parte è il manifesto per la città educante prodotto della rete della conoscenza Milano

MANIFESTO DELLA SCUOLA PUBBLICA

EDILIZIA SICURA, ECOLOGICA ED EDUCANTE

Gli edifici scolastici di Milano e provincia hanno varie mancanze, che ovviamente vanno a
ripercuotersi sulla vita dell3 student3 e di chi vive le scuole ogni giorno.
La prima sfera che presenta importanti mancanze è quella della socialità; nelle scuole infatti
non viene preso in considerazione il ruolo che la scuola può avere e ha nella crescita, anche
e soprattutto sociale, dell3 student3. Attualmente ci troviamo a vivere scuole che non ci
danno la possibilità di affrontare la didattica in maniera efficace, anche a causa della
mancanza di strumenti di spazi dedicati allo studio e all’approfondimento nelle nostre scuole.
A causa della mancanza di spazio all’interno degli edifici scolastici troppe scuole si ritrovano
a non poter garantire reali momenti assembleari plenari, andando di conseguenza a
negare il diritto dell3 student3 di organizzarsi e di vivere attivamente la politica scolastica
all’interno dei singoli istituti.
Inoltre è importante ragionare anche nell’ambito della sicurezza sanitaria, che il periodo
che stiamo vivendo ci ha insegnato essere di fondamentale importanza. Abbiamo visto infatti
come durante la pandemia sia stato stretto il rapporto tra l’adeguatezza generale degli spazi
scolastici e la sicurezza anche sanitaria delle scuole.
Infine troppe scuole risultano ancora fuori norma (a livello nazionale più di una scuola su due
non è a norma): è inaccettabile vedere ancora episodi di crolli e cedimenti continui che
mettono inevitabilmente a rischio tutta la popolazione scolastica.
Allo stesso modo è intollerabile che scuole che vedono grandissima parte dei loro student3
mobilitarsi per l’ambiente e contro la crisi climatica, si ritrovino a non essere loro stesse
sostenibili ed autosufficienti, e anzi, luoghi di degrado ambientale e umano.
Queste esigenze e questi problemi sono estremamente sentiti dall3 student3 di Milano e
provincia, e a testimonianza di questo abbiamo numerosi dati provenienti dalla nostra
inchiesta sull’edilizia scolastica, che ha raggiunto student3 in più di cinquanta scuole del
territorio, e grazie alla quale abbiamo potuto raccogliere informazioni precise sulle principali
problematiche riscontrate dall3 student3 che vivono le strutture scolastiche del territorio
metropolitano e cittadino.
L3 student3 di Milano e Provincia richiedono alla Città Metropolitana, e al nuovo sindaco
milanese (che andrà a ricoprirne la presidenza):

● una riconversione ecologica ed educante delle strutture scolastiche: vogliamo
delle scuole sostenibili dal punto di vista strutturale, non per un effettivo impatto da
parte degli edifici sull’ecosistema (in quanto esso è davvero minimo), quanto più per
una funzione educativa. Crescere all’interno di un ambiente che reca attenzione
agli sprechi e alla provenienza dell’energia utilizzata, crea necessariamente una forte
consapevolezza sullə studentə riguardo a questi temi.

● progetti metropolitani per la riqualificazione e la costruzione di nuove scuole e
la dismissione/smembramento di alcune già esistenti: i futuri progetti di edilizia
scolastica dovranno essere costruiti con una forte ottica pedagogica, nonché di
soddisfacimento dei bisogni della popolazione scolastica. Vogliamo più scuole mirate
a un più piccolo numero di student3 e diffuse su tutto il territorio, costruite
consultando pedagoghi ed esperti della crescita e dell’apprendimento, nonché le
stesse comunità che vivono i territori.

● Vogliamo presidi medici scolastici all’interno delle scuole, tramite aule e luoghi
attrezzati per essere strumenti di sicurezza anche dal punto di vista sanitario,
soprattutto a seguito dell’emergenza Covid degli anni 2019/2020.

● Vogliamo strutture scolastiche che pongano al centro l’attività sociale e politica
dell3 student3 all’interno della scuola stessa: sono necessari spazi dove poter
svolgere assemblee plenarie all’interno degli istituti nonché aulette autogestite, in
cui l3 student3 possano trovarsi insieme per vivere momenti di socialità, ma anche di
confronto e dibattito.

● Vogliamo che nella progettazione delle strutture scolastiche siano sempre considerati
spazi utili all’esperienza, allo studio e all’approfondimento: luoghi laboratoriali
attrezzati per ogni materia, biblioteche, teatri, osservatori, palestre, aule circolari e di
proiezione…
Troppo frequentemente le lezioni si fermano alla spiegazione in classe per mancanza
di altri strumenti: le scuole devono poter essere luoghi della cultura a tutto
tondo.

● Vogliamo che i tempi di intervento da parte della Citta Metropolitana nelle
riparazioni dei danni vengano velocizzati e che i controlli sulle condizioni
strutturali degli edifici scolastici vengano resi più frequenti, a cadenza mensile e non
annuale.

Per fare ciò, come Unione degli Studenti Milano, richiediamo un tavolo di lavoro con
Comune e Città Metropolitana su questi temi: l3 student3 devono far parte dei processi
politici e organizzativi della propria città, a maggior ragione in vista dei finanziamenti
provenienti dal PNRR per l’edilizia scolastica, arrivati alle istituzioni territoriali proprio in
queste settimane!

SCUOLE ACCOGLIENTI

Troppo spesso ci troviamo a vivere in scuole che non tengono conto di molti bisogni
naturali e legati alla crescita, che pure dovrebbero essere quantomeno riconosciuti. A
partire dalla mancanza completa di assorbenti gratuiti distribuiti nei bagni (non solo quelli
femminili), fino all’inesistenza delle carriere alias (utili a riconoscere le transizioni di identità e
di genere che alcun3 student3 intraprendono nel corso della loro permanenza scolastica), e
alla mancata distribuzione di preservativi e contraccettivi gratuiti…
Inoltre è necessario che nelle scuole del territorio vengano il più possibile diffuse iniziative di
educazione collettiva per quanto riguarda i temi della sessualità e del rispetto nei confronti
delle differenze: troppo spesso le nostre scuole sono luoghi di discriminazione e di
violenza fisica e/o morale.
Per questo e per altri motivi è necessario incentivare l’apertura nelle scuole di sportelli
psicologici e sportelli consultoriali che siano fisicamente presenti e attivi nelle scuole,
disponibili molte ore della giornata per soddisfare le gravi problematiche legate al
benessere fisico e psicologico, che nella nostra generazione sono così frequenti.
(vedi punto n.3 su benessere psicologico)
Noi student3 ci rivolgiamo alla Città Metropolitana e al Comune per rivendicare quindi:
● distribuzioni periodiche e gratuite nelle scuole di assorbenti e contraccettivi di
vario genere, senza fini pubblicitari nei confronti delle aziende che li producono.
Già come Unione degli Studenti Milano abbiamo portato avanti lavori di sondaggio
tra migliaia di student3 nel nostro territorio per mettere a punto un progetto di
distribuzione pubblica di assorbenti nelle scuole. Vogliamo che l’istituzione territoriale
prenda in considerazione il nostro progetto per la costituzione di un nuovo servizio
pubblico, ad ora essenziale per gli student3, ma inesistente nel territorio.
● campagne di sensibilizzazione su tematiche lgbt+ e di genere, così come su
identità e orientamento sessuale, da affrontare in ogni luogo pubblico, in primis nelle
scuole, e che propongano ai singoli istituti l’utilizzo certificato delle carriere
alias in ogni documento ufficiale e in ogni luogo pubblico.
❖ CHE COSA SONO LE CARRIERE ALIAS?
Ad ora nei luoghi pubblici e nei documenti ufficiali il cambio di genere o di identità
non viene riconosciuto ad una persona; carta di identità e mentalità delle persone
rimangono infatti legate al nome di nascita di una persona, come anche la
classificazione binaria maschio/femmina dei singoli non viene cambiata.
La carriera alias è ciò che consente all3 student3 di una certa scuola che stanno
intraprendendo o che hanno intrapreso un percorso di transizione di far riconoscere
la propria soggettività autodeterminata alla stessa istituzione scolastica.

● l’istituzione di dialoghi stabili tra scuole e consultori pubblici, favorendo la
crescita di sportelli consultoriali laici nelle singole scuole, anch’essi aperti ogni
giorno. La nostra generazione è forse una delle più diseducate sui temi sessuali e la
fascia di persone tra i 14 e i 20 anni è attualmente quella col più alto tasso di
gravidanze indesiderate in Italia.

● fornire strumenti ai Consigli d’Istituto per adottare una serie di norme e pratiche utili a
rendere le scuole luoghi adatti alle esigenze di tutt3, a partire dalle carriere alias e
dai bagni genderfluid, fino all’approvazione in ogni scuola del Codice
Antimolestie, che prevede conseguenze per chi compie atti di molestia all’interno
del contesto scolastico, in modo tale da non creare disagi di alcun genere, e in modo
da abbassare la diffusione di molestie (sessuali e morali) che si verificano nelle
scuole, legate spesso anche all’ignoranza e alla poca educazione che si ha, a
scuola, sulle tematiche della sessualità.
(Cliccando qui è possibile leggere la nostra bozza del
Codice Antimolestie)


BENESSERE PSICOLOGICO


Dall’introduzione della Didattica a Distanza, un giovane su 5 ha dichiarato di soffrire di
sintomi legati alla depressione, un adolescnte ogni 11 minuti muore suicida e il suicido è
la seconda causa di morte tra l3 student3.
Tutt’ora la scuola e il sistema scolastico fungono solamente da fonte di stress e malessere
psicologico per gli studenti e non forniscono un supporto efficiente e adeguato.
Da psicologi scolastici fantasma alla mancanza di sensibilità e professionalità del personale
scolastico, la scuola non assicura il sostegno psicologico necessario, di cui l3
student3 avrebbero bisogno.
Vogliamo sportelli psicologici consoni alle necessità di ciascunə e figure di riferimento a cui
potersi rivolgere. Sono necessari corsi di preparazione per tutto il personale scolastico, in
modo che ogni studentə possa sentirsi assistitə dalla scuola e non abbia paura a chiedere
aiuto all’istitutizione scolastica.
Come Unione degli Studenti Milano, dunque rivendichiamo:


● l’ampliamento del servizio degli psicologi scolastici, con l’istituzione in ogni
scuola del territorio di uno o più sportelli psicologici, aperti ogni giorno, e dotati di
mezzi adatti a seguire tutt3 l3 student3 e l3 docenti che vogliano usufruirne
effettivamente. Tali sportelli, poi, dovrebbero essere affiancati da personale di
consultori o da student3 universitar3 con un piano di studio che preveda questi
argomenti. Infine, affinché venga fornita la prestazione più adatta allə studentə o allə
docente, è utile che tali sportelli siano diversificati rispetto all’esigenza del richiedente
e che sia previsto un percorso progressivo che contempli più sedute.


● incontri con uno psicologo specialista che riesca a creare all’interno della classe
un luogo adatto alla comunicazione di problemi individuali e collettivi, in modo tale da
crescere come collettività più consapevole e più improntata all’aiuto reciproco.


● corsi sul benessere psicologico rivolti a tutte le componenti scolastiche, per
rendere l3 docenti più consapevoli delle difficoltà che i propri alunni possono vivere,
e per sapere come comportarsi nelle diverse circostanze, e viceversa.


DIRITTO ALLO STUDIO


A livello nazionale, al momento, una famiglia spende in media 1000€ per libri e materiali
scolastici, di cui 400€ solo per i libri di testo. Per un servizio pubblico come la scuola, questi
numeri sono inaccettabili: troppi sono i momenti in cui noi student3 siamo costrett3 a
spendere per poter studiare (oltre ai libri e ai materiali scolastici, a scuola c’è, infatti, anche il
costo dei contributi “volontari”, delle gite extrascolastiche, dei trasporti…)
Già nel Manifesto Regionale di Cantiere Scuola si rivendica alla Regione Lombardia
(l’istituzione di competenza) un progetto di legge regionale sul diritto allo studio, ma anche
Comune e Città Metropolitana possono adoperarsi per attivare veramente il diritto allo studio
sul territorio, in alcuni ambiti e con diverse pratiche.
Il Comune può:


● attivarsi, interloquendo con le singole scuole, per mettere in pratica progetti come il
comodato d’uso, già ampiamente sperimentato in alcune regioni del Paese, o altro
tipo di distribuzioni gratuite di libri e materiali, come quelle già attive nelle scuole
secondarie di primo grado.

COMODATO D’USO, COS’È?
Per comodato d’uso si intende la distribuzione gratuita annuale di libri e/o
materiali scolastici all3 student3 di una o più scuole da parte delle istituzioni
territoriali. Rimanendo però i materiali di proprietà delle istituzioni, questi
vengono restituiti a fine anno alla scuola stessa, in modo da poter essere
riutilizzati da altr3 student3 nell’anno scolastico successivo.


● attivarsi con Città Metropolitana e Ufficio Scolastico Territoriale per verificare
che nelle scuole venga rispettato il diritto allo studio per quanto riguarda la richiesta
dei contributi volontari:
→ il contributo volontario NON deve essere inserito nei requisiti per l’iscrizione a un
qualsiasi istituto;
→ il contributo volontario NON deve essere vincolante in alcun modo per qualsiasi
attività o trattamento burocratico nei confronti dell3 iscritt3.


● importante è ripensare i trasporti in senso gratuito e accessibile per chi studia a
Milano (vedi punto n.6 sui trasporti)


DIDATTICA E VALUTAZIONE


Nei programmi e nei metodi didattici ministeriali sono presenti svariate lacune riguardo a
temi fondamentali come l’educazione civica, l’educazione alla sessualità, la
sostenibilità ambientale…, temi sociali che crediamo essere della massima importanza e
che non vengono trattati o sono affrontati superficialmente, spesso in maniera
controproducente nei confronti dell’educazione e dell’interesse di chi cresce.
Oltretutto a Milano le scuole, spesso, sono aperte solo nell’orario curricolare e non
garantiscono spazi culturali e di socialità aperti alla cittadinanza fuori dall’orario
scolastico .
Come Unione degli Studenti Milano ci adoperiamo da anni per diffondere nelle scuole
conoscenze e consapevolezza sui vari temi, cercando di sopperire alle mancanze della
didattica attuale e facendo rete tra chi possiede quelle conoscenze ad ora negate a scuola,
ma è necessario che siano le istituzioni a mettersi in gioco per cambiare
strutturalmente i metodi e gli argomenti dell’educazione attuale.
Le competenze sui programmi e sui metodi di valutazione sono proprie del Ministero (vedi il
Manifesto Nazionale per la Scuola Pubblica della campagna Cantiere Scuola per leggere i
punti della nostra riforma riguardanti didattica e valutazione), tuttavia anche le
amministrazioni territoriali si possono attivare per proporre alle dirigenze delle scuole del
territorio percorsi didattici e tematici più o meno strutturati e di vario genere, possono
spingere al confronto student3 e docenti su diversi metodi di didattica e di valutazione
(cogestioni, commissioni paritetiche…), e possono proporre attività culturali, artistiche o
sociali aperte alla cittadinanza, da tenere negli spazi scolastici in orari extrascolastici.
Come student3 ci rivolgiamo in particolare al Comune di Milano per rivendicare che:


● il Comune e l’Ufficio Scolastico Territoriale forniscano ad ogni istituto del territorio gli
strumenti burocratici ed organizzativi necessari per la costituzione di commissioni
paritetiche, in cui student3 e docenti possano avere occasione di confronto diretto e
dibattito in merito all’andamento della didattica e della valutazione nelle classi.
Già in molte scuole, a Milano e in Italia, si stanno aprendo commissioni di questo
tipo, improntate anche a sperimentare diversi metodi di didattica e di trasmissione
del sapere, spesso in ottica dell’apertura di nuove sezioni sperimentali attive nelle
scuole.


● Creare regolamenti per la selezione di enti ed associazioni davvero adatti a
collaborare con le scuole: troppo spesso infatti vediamo entrare nelle nostre classi
associazioni catto-bigotte od oscurantiste, a proporre tesi antieducative e deleterie
nei confronti della collettività (soprattutto per quanto riguarda la forte attività di
diseducazione che associazioni ed organizzazioni religiose portano avanti
sull’educazione alla sessualità nelle scuole).
È necessario che gli enti esterni, che a scuola entrano in contatto con l3
student3, siano in grado di affrontare tematiche come antifascismo,
antirazzismo, parità di genere, antimafia, laicità.


● invitare le scuole a rimanere aperte il più possibile, dando agli istituti stessi gli
strumenti per potersi organizzare a livello pratico e umano in tale ottica, e proporre
attività aperte alla cittadinanza da poter svolgere in accordo con la dirigenza del
singolo istituto, o attività in supporto al quartiere e alle iniziative popolari.


● Organizzare percorsi volti alla formazione di tutte e tutti, momenti culturali aperti
alla cittadinanza da allestire negli spazi delle scuole, cineforum o, in generale,
attività utili all’educazione e alla crescita collettiva: l’educazione non deve essere
solo per l3 student3, ma per chiunque viva in città!


TRASPORTI GRATUITI E SICURI


Più di due terzi dell3 student3 nel nostro territorio utilizzano i trasporti pubblici per
andare a scuola e studiare, persone che per usufruire di questo diritto fondamentale devono
pagare cifre escludenti.
Per un abbonamento annuale ai trasporti pubblici (il più conveniente) unə studentə spende
330€, 200€ invece per coloro con un ISEE compreso tra i 16.000€ e 28.000€. Per andare a
scuola con il servizio di biciclette del comune, il costo è di 4,5€ giornaliero, 9€ mensile e 36€
annuale.
Inoltre sono troppi i ritardi e i malfunzionamenti delle reti di trasporti: sono necessari più
mezzi di trasporto e più corse riservate a chi studia e lavora.
Chiediamo che i trasporti e i servizi di biciclette comunali vengano resi completamente
gratuiti per la cittadinanza tutta e in primis per chi studia e/o lavora. Crediamo che le spese
non debbano più gravare sullǝ singolǝ studentǝ, quanto su una tassa progressiva a livello
comunale, permettendo l’accesso del servizio a tutt3.
Vogliamo inoltre una rete di trasporti efficienti e capillare su tutta l’area metropolitana di
Milano, in modo che non si creino più assembramenti e ritardi in quelle zone troppo
trafficate, ma poco coperte dai trasporti pubblici.
Come student3 che vivono i trasporti nella provincia e nelle periferie di Milano, chiediamo:


● trasporti gratuiti per chi studia e l’attivazione di nuove tratte di superficie
pensate appositamente per chi studia; lo studio è un diritto fondamentale e con esso
è fondamentale che i trasporti siano accessibili a tutt3.
→ per fare questo è utile tracciare le tratte più utilizzate da student3 e docenti e
renderle più sicure, studiando fermate e tratte alternative da attivare, per alleggerire
quelle già presenti.


● mezzi efficienti ed ecologici: vogliamo un sistema di trasporti funzionante e
sicuro, in modo che non ci siano disagi per nessunə studentə in tutta la città e la
provincia (ritardi, affollamenti…). In nome di una città e di una scuola educante e
rispettosa dell’ambiente e della natura, chiediamo anche che i mezzi, dai bus alle
metropolitane, siano pienamente ecologici e a basso consumo.


● Vogliamo la gratuità anche dei servizi di bike sharing comunali per l3 student3,
nonché un ripensamento della viabilità tramite bicicletta in tutto il territorio
metropolitano: le piste ciclabili devono poter essere vere arterie per la mobilità a
Milano e in provincia, e non un optional riservato ai cittadini più sensibili al tema
ambientale o a quelli più vicini al centro storico.


Come organizzazione rappresentativa dell3 student3 medi milanesi chiediamo a Città
Metropolitana, Comune di Milano e sindaco di Milano (nonché presidente della Città
Metropolitana) l’attivazione di un dialogo a due parti e di tavoli di lavoro specifici su
tutti i punti trattati nel Manifesto Cittadino per la Scuola Pubblica, a partire dal tema
dell’edilizia scolastica, fino alle rivendicazioni esposte su benessere psicologico, trasporti
e scuole accoglienti… per mettere a punto un cambiamento strutturale della scuola che
parta dalle istituzioni territoriali e dall3 student3 che vivono le scuole, il territorio e la propria
città.


MANIFESTO CITTADINO SULL’UNIVERSITÀ PUBBLICA

PIÙ SPAZI, PER NON LASCIARE INDIETRO NESSUNO


Durante questi anni di pandemia e contro le aspettative di chiunque, il numero degli
studenti universitari a Milano è aumentato: più immatricolati in tutti gli atenei pubblici. Se
durante i lockdown questo fatto non è stato realmente notato nella quotidianità degli atenei,
è però altrettanto vero che nelle università le aule non sono aumentate e oggi questo,
accompagnato al rientro in presenza al 100%, porta gli studenti a scontrarsi con la reale
mancanza di aule sufficientemente capienti e di spazi studio ad orari utili.
Ad oggi, per far fronte a questa mancanza di spazi, le università sono orientate verso una
limitazione dell’accesso verso possibili programmazioni locali dei posti, introducendo
quindi numero programmati dove vi erano numeri aperti e restringendo i numeri programmati
già esistenti. Queste misure, oltre ad essere limitanti per la libera scelta degli studenti di
proseguire il proprio percorso di studi secondo le proprie aspirazioni, sono solo misure
tampone, che non fanno fronte al problema della mancanza degli spazi ed inoltre sono in
linea con tutte le misure e le politiche che negli anni hanno portato l’Italia ad essere
un dei paesi con il più basso numero di laureati.
In questo il Comune di Milano può e deve intervenire, la mancanza di spazi per le università
è grave e per risolverla anche il Comune stesso deve attivarsi.
Per questo, come Studenti Indipendenti chiediamo:


● che il Comune di Milano dia in gestione spazi in disuso e abbandonati presenti
nel territorio alle università pubbliche, occupandosi anche della ristrutturazione di
essi insieme agli atenei.


DIRITTO ALLO STUDIO È DIRITTO AD UN ALLOGGIO


È noto come il mercato immobiliare e degli affitti di Milano sia tra i più proibitivi di tutto il
Paese, vivere nella metropoli è totalmente inaccessibile per la stragrande maggioranza degli
studenti e dei giovani che vogliono lavorare o studiare fuori dalle mura familiari, non a caso i
giovani in Italia sono tra gli ultimi ad uscire di casa.
Con la pandemia il costo degli affitti non ha subito quasi nessuna variazione mentre la
variazione degli stipendi delle famiglie ha subito una netta diminuzione, situazione che porta
all’esclusione della vita universitaria migliaia di studenti che ora rivendicano una didattica a
distanza continua, anche oltre la pandemia. Se la dad ha dato spunti per ripensare la
didattica tutta, essa non deve essere usata come strumento di ricatto: o dad o 550€ di
stanza. Per evitare questo è necessario implementare il welfare studentesco che non può
più essere di sola competenza degli atenei o della Regione.
Per questo, come Studenti Indipendenti chiediamo:


● regolamentazione e calmierazione degli affitti con forme di agevolazione per i
proprietari così da favorire la scelta dei contratti per studenti


● apertura di uno sportello del Comune per supportare nella ricerca di una
sistemazione e di tutela dei diritti dello studente e di contrasto ai contratti a nero


● che il Comune dia in gestione spazi in disuso e che prediliga la scelta di dare in
gestione alle università piuttosto che a privati la gestione di residenze e spazi
utilizzabili a tale scopo


● che il Comune si faccia carico in prima persona della riqualifica di strutture abitative
abbandonate e che le ripensi in un’ottica sostenibile e mirata verso i giovani, senza
lasciarne la gestione ai privati


● che ci sia una regolamentazione degli affitti a breve termine e tassandoli
maggiormente per poi reinvestire le stesse tasse in interventi pubblici.


FORMAZIONE DI DI QUALITA’ PER LA SANITA’ TERRITORIALE


il Covid-19 è diventata l’ennesima dimostrazione di quanto l’ingiustizia e le disuguaglianze siano
forse l’unico vero determinante della nostra salute. Convintɜ che una città è in grado di offrire
cure gratuite e di qualità solo se garantisce anche una formazione medica di qualità.
E’ necessario rendere sempre più accessibili strutture ospedaliere come spazi formanti,
rifinanziando l’accesso e l’organizzazione di tutte le strutture sanitarie locali e i rispettivi cicli
formativi in medicina della città, da quella universitaria alla specializzazione,In questo senso,
ad esempio, è necessario riconoscere e stipendiare il lavoro dellз tutor dei tirocini formativi
universitari.
Per questo, come Chi Si Cura di te? chiediamo:


● Investimenti in una medicina territoriale che sappia rispondere alle esigenze di
cura anche dei quartieri periferici con case della salute e consultori locali,
costituendosi come ampliamenti della rete formativa a turnazione per le
specializzazioni.


● Ricalcolare il fabbisogno di salute della città che viene trasmesso alla
Conferenza Stato Regioni sulla base delle reali esigenze di cura e applicarlo anche
alla formazione medica a partire da uno sguardo ecologista, potenziando una
medicina di comunità che interroghi l’impatto ambientale della città è i suoi effetti
sulla salute; uno sguardo transfemminista, che permetta attraverso lo strumento
della cura di affrontare e prevenire la violenza di genere e di garantire
l’autodeterminazione dei corpi; da uno sguardo sociale in grado di fronteggiare
l’inaccettabile dato sulla mortalità per covid di gran lunga maggiore nella fascia della
popolazione più povera della città.

MANIFESTO CITTADINO PER UNA CITTÀ EDUCANTE

UNA SOCIALITÀ PER TUTT3, SICURA E ACCESSIBILE


La socialità è una parte fondamentale della vita di unɜ cittadinɜ e Milano, all’apparenza, è
una città che facilità la vita sociale grazie alla presenza di numerosi locali, cinema, teatri,
centri sportivi e spazi di socialità.
È però necessario interrogarsi sulla reale accessibilità alla cittadinanza tutta di questi spazi.
A partire dai costi che essa presenta, spesso troppo elevati, fino alla quasi impossibilità di
trovare uno spazio sicuro tra quelli proposti dalla nostra città, è evidente la mancanza di
impegno nell’abbattere questi ostacoli da parte dell’amministrazione cittadina.
Si sta infatti creando, all’interno della città, una spaccatura tra gli spazi di socialità di
“chi può permetterselo” e quelli di chi non può; i primi collegati con mezzi di trasporto
(anche notturni), presidiati dalle forze dell’ordine, tenuti puliti secondo la logica del “decoro”, i
secondi invece abbandonati dall’amministrazione, quando non attivamente ostacolati.
Per questo come giovani della città di Milano chiediamo:
.
● che vengano realizzati bandi indirizzati ad abbattere i costi della socialità nella
città, in modo che il Comune sostenga le realtà che organizzano attività culturali e
aggregative nei quartieri, e che questi siano resi più efficaci.


● Vogliamo inoltre che vengano creati spazi al chiuso e all’aperto dedicati
all’incontro, allo scambio di idee e la socialità per i giovani, al di fuori di
logiche di consumo e fondati invece sulla dimensione collettiva.


LA CULTURA COME STRUMENTO DI EMANCIPAZIONE


Milano è comunemente considerata una città di cultura, grazie alla presenza di numerosi
teatri, gallerie, accademie e luoghi della cultura in ogni forma.
Molto spesso però questi spazi sono difficilmente accessibili a causa del costo elevato
di biglietti e abbonamenti; inoltre, la loro numerosità non si traduce in un altrettanto
florido mercato del lavoro, che vediamo invece caratterizzato da contratti precari, stipendi
non adeguati, e una forte tendenza alla privatizzazione e alla polarizzazione della cultura in
pochi centri di eccellenza.
La crisi pandemica e le conseguenti chiusure di teatri, cinema, circoli ci hanno mostrato
quanto la cultura e l’arte siano componenti essenziali per la vita e il benessere dei singoli e
della cittadinanza tutta, per questo riteniamo necessario abbattere ogni barriera per
l’accesso alle stesse.
Per questo come giovani della città di Milano chiediamo:


● l’introduzione di più convenzioni e agevolazioni per le attività culturali rivolte allɜ
giovani;


● che il Comune sostenga in particolar modo enti, associazioni e circoli che
danno spazio a eventi artistico-culturali e artistɜ emergenti nei diversi quartieri,
per promuovere una diffusione capillare capace di raggiungere davvero la
cittadinanza; per fare ciò è necessario riformare la bandistica, ad oggi legata a
progetti specifici ai quali gli enti devono adattare le proprie iniziative, senza poter
pianificare a lungo termine, e tale per cui l’erogazione dei fondi avviene troppo
spesso in forma di rimborso spese invece che come finanziamento effettivo.


DIRITTO ALLA MOBILITÀ PER DARE A TUTTI I QUARTIERI LE STESSE
POSSIBILITÀ


Il trasporto pubblico è una componente fondamentale per la qualità della vita, tanto perché
un servizio efficiente garantisce il diritto alla mobilità, tanto perché un investimento su di
esso può significare un passo decisivo per la transizione ecologica, con benefici per la
salute della cittadinanza e della città stessa.
Per quanto il trasporto pubblico locale su Milano possa vantare una certa efficienza insieme
ad agevolazioni interessanti per la fascia giovane, riteniamo che esso possa essere
implementato in diversi modi. Sebbene infatti il servizio milanese sia piuttosto efficiente, è
anche vero che questo si fa meno capillare man mano che ci si allontana dal centro, al di
fuori della circonvallazione; inoltre la fascia notturna è decisamente troppo debole, tanto
durante la settimana -con attive solo le linee sostitutive della metro e la 90/91, quanto per il
fatto che anche durante il venerdì e sabato sera le linee della metropolitana sono chiuse, a
differenza di altre metropoli europee. Da notare inoltre che non esiste una linea notturna
sostitutiva per la M5.
Per questo come giovani della città di Milano chiediamo:


● che ci sia uno sforzo volto a rendere il servizio nella sua interezza completamente
sostenibile. Per fare ciò non basta che i mezzi utilizzati siano alimentati a energia
elettrica, ma occorre anche assicurarsi che l’energia utilizzata provenga da fonti
rinnovabili e pulite;


● pensiamo che il trasporto pubblico dovrebbe essere completamente gratuito,
come già avviene in alcuni Paesi (es. Lussemburgo), sia come incentivo all’utilizzo
per limitare sempre più l’impiego di mezzi privati e inquinanti, sia per garantire
completamente il diritto alla mobilità. Chiediamo quindi un consistente finanziamento
del servizio a livello pubblico;


● che si implementi il servizio notturno e nelle periferie, anche come misura per
rendere più sicure le strade in quanto si andrebbe a disincentivare l’utilizzo di auto
private in stato di ebbrezza, spesso l’unica possibilità per molte persone di tornare a
casa la sera.


● Il problema della diffusione e della capillarità si ripresenta anche nell’ambito dello
sharing, e in particolar modo nel servizio pubblico (BikeMI). Sia questo che le varie
compagnie private hanno delle aree di copertura assolutamente insufficienti per
garantire il servizio alla maggior parte della cittadinanza, in quanto non arrivano
nemmeno a coprire l’interezza del Comune di Milano, tantomeno della città
metropolitana. Riteniamo tutto ciò inaccettabile, in quanto si tratta di decisioni prese
dalle aziende assieme all’amministrazione comunale: questa deve, in sede di
contrattazione, garantire che il servizio sia effettivamente fruibile per la totalità dellɜ
cittadinɜ, senza alcun tipo di sovrapprezzo per la circolazione e il parcheggio nelle
zone periferiche, e con tariffe agevolate per lɜ giovani per incentivare la mobilità
sostenibile.

SIAMO IL FUTURO CHE SI RIBELLA!

IL 19 NOVEMBRE SCENDIAMO IN PIAZZA

corteo studentesco h9:30 @largo Cairoli

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